|

|
|
|
|
|
| |
|
|
|
| |
|
|
|
|
"Con
gli occhi dei bambini"
Immagini di
una infanzia tradita
di un infanzia da salvare.
|
|
|
|
|
|
Giornali, riviste, radio, televisione.
Non
c'è programma più o meno serio che periodicamente non ci riproponga il
problema dello sfruttamento, abuso, abbandono dei bambini; storie tristi
spesso drammatiche, se non tragiche in cui i piccoli involontari
protagonisti sono a volte di nuovo sfruttati con titoli crudi e sensazionali
per attirare lettori e spettatori che s' indignano, si offendono e
metterebbero al rogo i colpevoli di simili nefandezze per i pochi minuti che
passano ad arrivare alla notizia successiva e poi rimettono la coscienza a
riposo fino alla prossima puntata.
|
|
|
|
|
|
E' facile giudicare stando comodamente seduti in poltrona, dire ciò che un
bambino deve o non deve fare, elencare i suoi diritti e doveri senza fare il
conto con la realtà in cui vive.
|
|
I
dettagli tecnici della mostra
ed alcune foto
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Ho voluto
perciò riprendere i servizi realizzati in varie parti del mondo in zone e
momenti certamente difficili: Amazzonia e Sud America, Ruanda, Thailandia,
Cambogia, Ex Jugoslavia, Kurdistan, Albania, Kosovo ecc. e guardarli
ripensando al momento in cui ho scattato determinate foto.
Cosa cercavo, cosa volevo far conoscere, cosa mi aveva colpito e
soprattutto cosa mi volevano dire quegli occhi a volte sorridenti a volte
tristi che io non ho saputo o voluto ascoltare? |
|
|
|
|
Le foto che
ho raccolto in questo libro non vogliono essere sensazionali, o
provocatorie vorrei solo che fossero uno spunto di riflessione come lo
sono state per me.
Una riflessione che continua ogni volta in cui mi trovo a raccontare a
grandi e piccoli la gioia e la sofferenza che ho incontrato.
Il lavoro minorile è da condannare; nella carta dei diritti del bambino
dell'ONU si afferma che ogni bambino ha diritto di essere nutrito e
ricevere un educazione che tenga conto delle sue capacità e attitudini.
Ripenso ai bambini visti in una fabbrica di tappeti in Nepal:
dodici-quattordici ore di lavoro per un piatto di riso e un tetto sopra la
testa. Scandaloso? Sì. L'alternativa? Stare fuori al freddo senza niente
da mangiare. |
|
|
|
|
Immagino
che quei genitori che mandano il loro figlio a lavorare gli vogliano bene,
e che quello è forse l'unico modo per assicurargli un pasto caldo e un
"avvenire" non molto diverso forse da quello che i nostri padri
e nonni facevano fino a quaranta, cinquant'anni fa e che, senza andar
troppo lontano succede ancora in qualche zona meno fortunata del nostro
paese.
Ho visto bambini coi loro genitori cercare cibo nella discarica di
Sarayevo.
Avevano alternative per sfamarsi?
Ho visto bimbi in Ruanda vagare con gli occhi vuoti senza sapere dove
andare.
Ho visto bimbi in carcere con le loro madri. Era forse meglio un
orfanatrofio che comunque non c'era?
Ho visto bambini di strada in America Latina drogarsi, infliggersi ferite
perchè il dolore fisico faceva loro dimenticare quello più violento
della mancanza d'amore.
Ho visto. . ., non ho fatto niente per loro. Perché? Erano tanti, erano
troppi, ma almeno per uno forse potevo, anzi dovevo fare di più.
|
|
|
|
|
Enrico Mascheroni |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
 |
|
|